"Occorre vivere più semplicemente per permettere agli altri semplicemente di vivere" E.F. Schumacher

Alla ricerca della sostenibilità

"Con lo stile di vita cambiare il mondo per salvare il pianeta"

E' ormai sempre più chiaro che la miseria dei paesi poveri e le nostre difficoltà nel mondo ricco sono generate principalmente da meccanismi economici perversi, non da mancanza di risorse. In altre parole la Terra dispone ancora, nonostante l'eccessivo sfruttamento in corso, di sufficienti risorse rinnovabili per consentire un “buon” tenore di vita a tutti gli uomini, se solo questi cooperassero per il bene comune.
Da una parte ci sono paesi costantemente depredati delle loro risorse a vantaggio di altri, dove c'è sfruttamento dei lavoratori, corruzione e una organizzazione dello stato molto precaria, conflitti anche interni spesso fomentati ad hoc da interessi economici.
Dall'altra – la nostra – c'è una specie di follia collettiva, quella della crescita illimitata, che ci ha portato a produrre e consumare sempre più, senza farci diventare più liberi o più felici. Il lavoro da risorsa si è trasformato in ossessione ed è sempre meno garantito, mentre le ore di lavoro, nonstante i progressi tecnologici, non sono diminuite poi molto nel bilancio di una famiglia. Una sorta di consumismo non solo dei beni ma anche del tempo, dei rapporti personali, della natura.
Molte scelte sono collettive, sembra difficile incidere come singoli ed effettivamente spesso dobbiamo subirle. Ma nel sistema del consumo è invece notevole quanto si può fare individualmente (e in rete con altri) e anche quanto delle voci fuori del coro e dei comportamenti “nuovi” possano nel medio periodo essere d'esempio per tanti e costituire quel tarlo che può cambiare l'intero trave.
Se la politica e l'economia sono in ritardo nell'accorgersi dell'inganno che la nostra società si è autocostruita, la certezza è che dal basso si possa ripartire – con la forza del mettersi in rete – verso la sostenibilità.

Per far questo è necessario diventare consapevoli del significato e delle implicazioni di tante scelte quotidiane: fare la spesa e gli acquisti in genere, gestire il proprio bilancio, nel lavoro, nel modo di spostarci e di viaggiare e così via.
Diventare consapevoli perché spesso le implicazioni sono nascoste. Infatti se pensiamo ad esempio ai consumi, sempre più raramente il prezzo di un prodotto ne rispecchia equamente i costi sociali ed ambientali (lavoro, risorse, inquinamento...).
Questa consapevolezza si traduce facilmente in uno stile di vita attento alle piccole cose, ai dettagli, che non dà niente per scontato, che può realmente cambiare il mondo - già ora lo cambia - verso la fraternità universale, perché se tanti cominciano a vivere in questo modo molti problemi del nostro tempo non sembreranno più irrisolvibili come possono apparire oggi.

In questo momento storico, in cui è sempre più evidente l'interdipendenza tra i popoli, c'è una grande possibilità da non lasciarsi sfuggire: lavorare insieme, democraticamente e con la cooperazione a tutti i livelli, per risolvere il problema eco-energetico e contestualmente quello della giustizia sociale, iniziando dal divario tra paesi ricchi e paesi poveri. Probabilmente più che una possibilità questa sarà una necessità; infatti la soluzione è complessa, richiede il contributo e l'impegno di tutti, e difficilmente le tecnologie (per quanto appropriate) e l'efficienza risolveranno in tempo i problemi se non aiutati da una contemporanea maturazione etica dell'economia e della politica, dalle imprese, allo stato, alle persone.

I nostri politici sono in ritardo nel comprendere l'urgenza di pensare, per noi ricchi, ad uno sviluppo che si concretizzi nella decrescita diventando un buon esempio per i paesi emergenti, e nell'aiutare quelli più miseri a trovare la propria strada.
Con l’adozione di buone pratiche e l’uso di indicatori adatti, si può riuscire a dimostrare che, come sosteneva Gandhi, sulla terra ci sono "risorse sufficienti per tutti ma non per l'ingordigia di pochi". Per seguire questa strada molti, anche nelle nuove generazioni, sono disposti a spendersi nonostante le difficoltà nell'accesso al lavoro e alla casa. E' necessario disporre di informazioni corrette su questi argomenti, mentre spesso vengono fornite risposte facili (fino al finto ecologico o al finto solidale), senza considerare tutte le conseguenze dei nostri gesti quotidiani.

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